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OKkio alla Salute

Dati rilevati attraverso un sistema di sorveglianza nazionale sull’alimentazione e l’attività fisica dei bambini della scuola primaria, “OKkio alla Salute”, promosso e finanziato dal Ministero della Salute/CCM, coordinato dal Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità, che nel 2014 ha visto partecipare 2.672 classi, 48.426 bambini e 50.638 genitori, distribuiti in tutte le regioni italiane, dicono che in Italia i bambini in sovrappeso sono il 20,9% e i bambini obesi sono il 9,8%, compresi i bambini severamente obesi che da soli sono il 2,2%.
La prevalenza più alta si registra nelle regioni del sud e del centro, Sicilia compresa, dove i bambini in soprappeso o obesi sono più del 37%.
I dati rilevano percentuali significative riguardo abitudini e comportamenti errati tenuti dai bambini della scuola primaria:

Abitudini alimentari:
- 8% salta la prima colazione;
- 31% fa una colazione non adeguata;
- 25% non consuma frutta e verdura;
- 41% consuma abitualmente bevande zuccherate.

Attività fisica:
- 18% pratica sport per non più di un’ora a settimana;
- 42% ha la TV nella propria camera;
- 35% guarda la TV e/o gioca con i videogiochi più di 2 ore al giorno;
- solo 1 bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta.

Rilevano anche una errata percezione del fenomeno tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi:
- il 38% ritiene che il proprio figlio sia sotto-normopeso;
- solo il 29% pensa che la quantità di cibo da lui assunta sia eccessiva;
- solo il 41% delle madri di bambini fisicamente poco attivi ritiene che il proprio figlio svolga poca attività motoria.

Il buon senso dovrebbe prevalere. Un adeguato stile di vita dovrebbe interessare l’intera famiglia e quindi i bambini che dovrebbero, almeno:
- fare una buona colazione;
- consumare una merenda leggera;
- consumare 5 volte al giorno frutta e verdura;
- limitare il consumo di bibite zuccherate e promuovere il consumo di acqua;
- fare un'adeguata attività fisica.

Fonti:

...vedi: OKkio alla Salute

 


Le Arance di Sicilia

Come si fa a non amare questa terra, la Sicilia. Ci si sono giorni in cui dico: Basta!!!
E' solo un breve litigio tra vecchi innamorati, perché questa terra con il suo calore, i suoi colori, i suoi contrasti e i mille conflitti, entra nelle vene e contagia di un contagio inguaribile.
In questa terra Dio ha messo tanto, solo i siciliani se ne rendessero conto.
Una delle cose belle che Dio ha donato a questa terra sono le arance. Quelle arance che dovrebbero essere tutelate come patrimonio di tutti e il cui destino, invece, sembra segnato, come lo è stato per i limoni di Carini, città in cui vivo.
Eppure le arance sono uno stupendo concentrato di vita. Maturano a secondo delle varietà da novembre ad aprile.
Un'arancia a polpa bionda presente da Novembre a Gennaio e la "Navel di Sicilia" di cui personalmente sono un grande consumatore.
In Sicilia abbiamo inoltre un grande tesoro, le arance rosse di Sicilia, nelle varietà Tarocco, Moro e Sanguinello, varietà pigmentate e dolci tipiche della Sicilia orientale, presenti da Novembre ad Aprile.
Le arance ed in particolare le rosse sono ricche di antiossidanti vegetali, dalle riconosciute proprietà antitumorali, anti-infiammatorie, e attività di protezione cardiovascolare, dovute ai principali costituenti (cioè, flavonoidi, carotenoidi, acido ascorbico, acidi idrossicinnamici, e antociani).
Il succo d'arancia rossa dimostra un'importante attività antiossidante modulando molti sistemi enzimatici antiossidanti che contrastano efficacemente il danno ossidativo e che possono giocare un ruolo importante nell'eziologia di numerose malattie, come l'aterosclerosi, diabete e cancro. Gli effetti benefici di questo frutto possono essere mediati da effetti sinergici dei suoi composti. Così, la fornitura di composti antiossidanti naturali attraverso una dieta equilibrata ricca di arance rosse potrebbe fornire una protezione contro il danno ossidativo in condizioni diverse.

Fonti:

...vedi: Oxid Med Cell Longev  

 


Quando il peso diventa un problema di coppia

L’obesità non è buona amica della salute in generale, tanto meno di quella sessuale.
Gli uomini obesi sembrano avere un rischio maggiore di soffrire di spermatogenesi alterata e di ridotti livelli di testosterone circolante.
L'obesità colpisce negativamente il potenziale riproduttivo maschile non solo per la ridotta qualità dello sperma, ridotta concentrazione e vitalità degli spermatozoi, ma in particolare per l’alterazione della struttura fisica e molecolare delle cellule germinali nei testicoli e per gli effetti sulla maturità e la funzione delle cellule spermatiche.
L’obesità negli uomini, in particolare se associata a diabete di secondo tipo, può essere responsabile anche della disfunzione erettile e della scarsa libido.
La perdita di peso è sempre conveniente. È stato visto che la modifica dello stile di vita può avere effetti positivi, in particolare sulla disfunzione erettile.
Pertanto: perdere peso e preferire una dieta ad alto contenuto di frutta, verdura, noci, cereali integrali e pesce, e a basso contenuto di carne rosse e carni lavorate e raffinate.

Fonti:

...vedi: Andrology  

...vedi: Asian J Androl  

 


Postmenopausa

E' possibile invecchiare bene ed essere belle anche a 50 anni. Basta adeguare il proprio stile di vita.
Nelle donne in postmenopausa aumenta il rischio di perdita di massa muscolare (sarcopenia) e osteoporosi, a causa del deterioramento della struttura muscolo-scheletrica. Entrambi i disturbi aumentano il rischio di cadute e fratture.
Il rischio di sviluppare sarcopenia e osteoporosi può essere attenuato attraverso l’attuazione di uno stile di vita sano, che include un adeguato apporto di proteine nella dieta, l’assunzione di calcio e vitamina D e una regolare attività / esercizio fisico. L'esercizio fisico porta ad un aumento della massa muscolare e della forza.
La combinazione di assunzione di un adeguato apporto di proteine e l'esercizio fisico produce un maggior grado di proteine muscolari. Allo stesso modo, un adeguato apporto di proteine nella dieta e l'esercizio fisico contribuiscono al mantenimento della resistenza ossea.
Uno stile di vita sano in donne di età maggiore ai 50 anni, quindi, è essenziale per un invecchiamento sano(
1).
Il livello di assunzione giornaliera di calcio raccomandato per donne di età maggiore ai 50 anni è di 1000 mg, mentre l’assunzione adeguata di vit. D è 15 microgrammi al giorno (LARN 2012). L’assorbimento del calcio presente negli alimenti è favorito dalla contemporanea presenza della vitamina D.

Fonti:

...vedi(1) : Maturitas  

 


Il Fico d'India

Ho ricevuto una telefonata da una persona che stava seguendo un preciso regime alimentare. Mi chiedeva se poteva fare uso dell’infuso fatto con i fiori di fico d’india che le erano stati regalati. Certo, purché non si aggiunga zucchero!
Questa richiesta ha destato in me ricordi d’infanzia sul nostro “Opuntia ficus indica”. Quante spine mi sono beccato! Ricordi di nonne che raccoglievano ed essiccavano i bei fiori giallo-arancio, per usarli come diuretico e contro i calcoli renali. Attività diuretica che un recente studio, in verità, riconosce più all’infuso del frutto che a quello del fiore.
I frutti gialli e rossi, freschi, ricchi di zuccheri semplici, glucosio e fruttosio e di molecole antiossidanti. I cladodi, ossia le cosiddette “pale”, sorprendentemente ricchi di elementi di alto valore biologico; fibre insolubili e solubili, mucillagini, vitamina A, vitamina C, vitamine del gruppo B, aminoacidi, e minerali fra cui calcio, potassio e ferro.
Vi sono studi che associano le fibre al controllo del peso per la loro capacità di contrastare l’assorbimento del grasso alimentare; le mucillagini ad una azione protettiva della mucosa gastrica, e tanto altro ancora.
Com’è bella questa Sicilia, anzi buona.

 
Il Pistacchio

Tempo fa mi trovai a passare per Bronte. Un luogo affascinante, dove l’Etna è ovunque presente, nei bordi anneriti delle strade, nella pietra lavica che appare appena dopo un tornante, manto imponente su una porzione di paesaggio ormai per sempre modificato.
Bronte è bella e non solo. Bronte è anche buona, o meglio è buono il suo pistacchio, uno dei migliori al mondo.
Fin qui sapevate tutto. Quello che non sapevate, forse, è che il pistacchio, cioè il seme della “Pistacia vera”, è un alimento pregiato.
Esistono diversi studi che ne riconoscono i benefici per la salute. Tra questi, due recenti, suggeriscono che il consumo regolare di pistacchio può migliorare il profilo metabolico in soggetti in situazione di prediabete e in soggetti con aumentato rischio cardiovascolare e con elevati livelli di LDL.
Attenzione, non sto dicendo di fare scorpacciate di pistacchi. Gli studi riportano effetti positivi in diete bilanciate. Quello che mi sento di consigliare è una alimentazione equilibrata dove un uso moderato di pistacchio (anche 10 grammi al giorno) non può che giovare. Scegliamo, però, il pistacchio di Bronte e non solo per campanilismo. I pistacchi provenienti dal paese maggiore produttore mondiale, l’Iran, hanno un’alta percentuale di presenza di aflotossina tossica prodotta dall’Aspergillus flavus.

Fonti:

...vedi: Diabetes Care

...vedi: Br J Nutr

 


 

Lo zucchero nascosto.

Negli alimenti che acquistiamo esiste, spesso, una cospicua dose di zuccheri di cui ci cibiamo a nostra insaputa. È lo zucchero nascosto, addizionato agli alimenti. Basta controllare le etichette per scoprirlo.
Zuccheri aggiunti li troviamo un po’ ovunque, riportati sotto la dicitura “zucchero” o come: saccarosio, glucosio, fruttosio, sciroppo di glucosio, sciroppo di fruttosio, ma anche maltosio, mannitolo, destrine, maltodestrine e altro ancora.
Li troviamo nelle bevande gasate dolci dove un bicchiere ne può contenere anche una quantità pari a 6 zollette, nelle creme da spalmare dove un cucchiaio ne può contenere una quantità superiore a 2 zollette, sono presenti nelle salse, nelle conserve, anche nello yogurt, e la lista continua.
Praticamente ingeriamo zuccheri semplici in dosi ampiamente maggiori rispetto a quelle raccomandate, come obiettivi nutrizionali per la prevenzione, nelle linee guida LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana). La Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) raccomanda un consumo di zuccheri semplici inferiore al 15% dell’apporto calorico. Tale percentuale viene abbondantemente superata con un’alimentazione non consapevole.
Cosa preoccupa? Senza volere entrare nelle numerosi questioni che vedono lo zucchero semplice sempre sotto accusa, mi limiterò a riportare un recentissimo studio pubblicato sul “The American Journal of Clinical Nutrition”, dal titolo “Added sugars in the diet are positively associated with diastolic blood pressure and triglycerides in children”, che conclude affermando “che l'aumento del consumo di zuccheri aggiunti può essere associato a fattori negativi per la salute cardiovascolare nei bambini, in particolare elevata pressione diastolica e trigliceridi”, ed evidenziando la necessità di “identificare i fattori dietetici che influenzano la salute cardiovascolare durante l'infanzia, come strumento utile per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari”.

Fonti:

...vedi: AJCN

 
L'ottima frutta estiva - l'Anguria.

oltre a essere buona è pure una preziosa amica della nostra estate.
Ha un alto contenuto di acqua, di sali e senti un po’, un basso contenuto di zuccheri totali e un modesto apporto calorico. 100 gr. di anguria danno un apporto calorico di 16 Kcal e contengono:
- 95,3 g. di acqua;
- 0,4 g. di proteine;
- 3,7 g. di zuccheri con un percentuale alta di fruttosio;
- 0,2 g. di fibre;
- 280 mg. di potassio;
- diverse vitamine tra cui abbondano la vitamina A e il beta-carotene.
L’anguria, quindi, è una buona compagna nelle calde giornate estive in quanto ci idrata, aiuta a ripristinare i sali persi, non appesantisce l’apporto calorico quotidiano e fornisce delle preziose vitamine dall’alto valore antiossidante e dal sicuro contributo in salute.
Una chicca per i maschietti! Si mormora che l’alto contenuto di citrullina (dal nome citrullus lanatus), presente in particolare nella polpa bianca, molecola impegnata nella sintesi di ossido nitrico per via della sua conversione in arginina, oltre a favorire un'attività antiaterosclerotica e protettiva per i vasi sanguigni, possa portare effetti benefici sulla disfunzione erettile; si mormora!!! :)

 
La frutta secca oleosa.

La frutta secca oleosa è ricca di acidi grassi essenziali polinsaturi, i cosiddetti PUFA, quindi dei famosi omega 3 di origine vegetale. Ricchissimi ne sono i semi di lino. Un apporto importante è possibile ottenerlo anche con le più conosciute, e forse accessibili, noci secche. Dieci grammi di noci secche, cioè 2 o 3 noci sgusciate, contengono 0,66 grammi di acido alfa linolenico (ALA), una quantità oltre il livello di assunzione adeguata di acidi grassi polinsaturi totali, stabilito nelle linee guida LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana). Questi acidi grassi sono importanti in quanto precursori degli acidi grassi polinsaturi a catena lunga, EPA e DHA, i cui benefici sulla salute sono ormai ampiamente riconosciuti. Gli effetti benefici si esplicano sulla fluidità delle membrane cellulari, sulla concentrazione plasmatica dei trigliceridi, sulla pressione sanguigna e in generale sulla salute cardiocircolatoria. Attenzione alle calorie! In pochi grammi si nascondono molte calorie, circa 700 Kcal per 100 grammi. Quindi attenzione a non esagerare. Bastano due noci al giorno, come spuntino, possibilmente non a pranzo né a cena.

 


Tè verde: assunzione e possibili benefici.

Il tè (Camellia sinensis) è una pianta coltivata prevalentemente in Asia (Cina, India e Giappone). Nelle nostre case arriva in differenti tipi (nero, verde, bianco, giallo), che sono il risultato dei diversi trattamenti a cui sono sottoposte le foglie dopo la raccolta. I tè più conosciuti sono il tè verde, la cui lavorazione prevede l'essiccazione dopo un trattamento termico che ne blocca l'ossidazione e ne preserva il colore, e il tè nero lavorato mediante il posizionamento su appositi tralicci dove va incontro a processi di fermentazione. Il tè è un alimento ricco di polifenoli, tra cui l'epigallochetina-3-gallato (EGCG), che risultano particolarmente abbondanti nel tè verde per effetto del differente metodo di lavorazione a cui viene sottoposto. L'elevata quantità di polifenoli, dalla riconosciuta azione antiossidante, ha attratto l'interesse della comunità scientifica con la conseguente pubblicazione di diversi lavori. Lo scopo è di analizzare il rapporto esistente tra assunzione di tè verde e gli effetti su importanti malattie tumorali e metaboliche.

Tè verde e cancro: Studi sugli effetti delle catechine del tè verde sono stati condotti in relazione agli effetti protettivi sullo sviluppo del cancro del colon, del fegato, della mammella, della prostata, del polmone e della pelle. Dati provenienti da vari laboratori di tutto il mondo suggeriscono che il tè verde, e in particolare il suo principale costituente polifenolico, l'EGCG, potrebbe possedere attività di chemioprevenzione, e possibili effetti terapeutici. Due studi, uno del 1997 su 1552 cinesi tra i 30 e i 74 anni, e uno del 2007 su 69.710 donne cinesi tra 40 e 70 anni, hanno dimostrato un'associazione inversa tra il regolare consumo di tè verde e i casi di tumore, in particolare di carcinoma colon-rettale. Recentemente è stata indicata anche la possibile efficacia dell'EGCG nel trattamento delle metastasi epatiche da carcinoma colon-rettale. A fronte di queste evidenze su una positiva associazione tra l'assunzione di tè verde e la prevenzione dal carcinoma colon-rettale, esistono altri studi sull'assunzione di tè nero e tè verde, condotti nella popolazione di tre continenti (Nord America, Asia ed Europa), che hanno dato risultati controversi. Una ricerca eseguita nel 2006, basata su studi epidemiologici effettuati sull'azione del tè verde e del tè nero sul cancro al seno, ha riscontrato una possibile associazione tra tè verde e protezione dal cancro al seno, mentre non ha evidenziato effetti positivi per il tè nero. Sono stati riscontrati, inoltre, minori livelli di estrogeni in donne che consumano tè verde rispetto alle non bevitrici e alle bevitrici di tè nero. Un altro studio ha osservato un'associazione inversa tra assunzione di tè verde e rischio di cancro polmonare nei non fumatori, ma non tra i fumatori. Un effetto inibitorio dell'estratto di tè verde sulla progressione di lesioni precancerose verso lo sviluppo di tumori maligni è stato riscontrato nella prostata. Effetti positivi sulla prevenzione a seguito di assunzione di tè verde sono stati riscontrati anche per il cancro del cavo orale. Non tutti gli studi, comunque, mostrano una associazione tra assunzione di tè verde ed effetti sul cancro. L'esistenza di studi dai risultati eterogenei non permette, quindi, di potere stabilire conclusioni certe e definitive.

 Tè verde e malattie metaboliche: L'assunzione di tè verde o dei suoi estratti ha fatto vedere un lieve effetto sulla diminuzione della percentuale di massa grassa, non tale da essere clinicamente rilevante, mentre gli effetti sul peso di adulti in soprappeso o obesi non sono stati statisticamente significativi. Risultati più convincenti riguardano la correlazione tra assunzione di tè verde e diabete di tipo 2. In uno studio del 2013 su pazienti prediabetici che per 14 settimane hanno consumato tre tazze di tè verde al giorno è stata riportata una riduzione del rapporto vita-fianchi, una diminuzione della pressione arteriosa e una diminuzione di una transaminasi (ALT). Un altro studio su 63 paziente con diabete di tipo 2 (30 maschi e 33 femmine) ha dimostrato che l'assunzione di quattro tazze di tè verde al giorno determinava una significativa riduzione del peso e della pressione sistolica. Contrastanti sono gli studi sul miglioramento della sensibilità all'insulina a seguito di assunzione di tè verde. A risultati che vedono una riduzione dell'insulino-resistenza, se ne contrappongono altri inconsistenti.

Conclusione: Benché al momento gli studi sui possibili benefici del tè verde e quindi sulla prevenzione e cura del cancro e delle malattie metaboliche, portano a dati eterogenei che non permettono conclusioni certe e definitive, la presenza di riscontri positivi lascia ipotizzare che l'assunzione di tè verde come consuetudine in uno stile di vita sano possa avere effetti positivi sulla salute. L'interesse mostrato dalla comunità scientifica sul ruolo dei polifenoli nei meccanismi biochimici cellulari, tale da produrre già nei primi mesi del 2014 decine di pubblicazioni, è di buon auspicio per l'acquisizione di nuove evidenze.

Scritto per La Scuola di Ancel - Nutrizione Informazione Prevenzione

...vedi: www.lascuoladiancel.it   

 


Obesità: condizione metabolica di infiammazione cronica

Tenere sotto controllo il peso e quindi la componente grassa della massa corporea è necessario se si vuole vivere in salute, crescere bene ed invecchiare nel modo migliore. L'eccesso di massa grassa (tessuto adiposo) comporta un aumento del rischio di insorgenza di patologie severe. Particolare attenzione deve essere volta alla massa grassa viscerale e, quindi, alla circonferenza addominale che per la popolazione europea non dovrebbe superare 80 cm nelle donne e 94 cm negli uomini(1). Esiste, infatti, un rapporto lineare tra rischio metabolico e aumento della misura della circonferenza addominale(2).  I meccanismi molecolari che stanno alla base dell'incremento del rischio nell'obesità non sono ancora del tutto chiari. È evidente, tuttavia, che tali meccanismi sono da relazionare con il ruolo svolto dagli adipociti (cellule adipose). In risposta ad un eccesso di nutrienti, la cellula adiposa viene sottoposta a una condizione di stress in grado di generare una risposta infiammatoria. L'obesità deve essere considerata una condizione metabolica di infiammazione cronica. Tale condizione oltre a promuovere l'insulino-resistenza che favorisce l'insorgenza del diabete mellito di tipo 2, causa la produzione di molecole proteiche, dette citochine proinfiammatorie (IL-1, IL-6, TNF-a) che, oltre ad agire direttamente sul tessuto adiposo, provocano una situazione di infiammazione sistemica e vengono coinvolte nei processi metabolici che regolano la proliferazione cellulare e l'apoptosi, quindi il destino della cellula. 

Assumere i comportamenti che identificano un corretto stile di vita, quindi una sana alimentazione, significa attuare una importante azione di prevenzione.

Fonti:

...vedi(1) : IDOCC  

(Alberti et al. - 2005)

...vedi(2) : EHJ

(De Koning et al. - 2007)

...vedi: Associazione AMEC

 


Gravidanza: aumento di peso si, ma...

Un incremento ponderale in gravidanza è fisiologico se resta circoscritto entro certi limiti. L'aumento di peso deve essere compreso tra i 10 e i 15 Kg, con riferimento al peso e all'indice di massa corporea (BMI) pregravidico. Un aumento complessivo di peso nel primo trimestre può essere di 1,5 - 2 Kg. A partire dal secondo trimestre di gravidanza (14 settimana di gestazione) non si dovrebbe incrementare il peso oltre: 500 grammi a settimana con basso peso pregravidico; 400 grammi a settimana con normale peso pregravidico; 300 grammi a settimana con alto peso pregravidico. Alcuni studi hanno concluso che incrementi eccessivi di peso durante la gravidanza sono associati ad un peso maggiore alla nascita(1). È stato suggerito che un aumento della nutrizione intrauterina sottopone a rischio permanente di obesità i figli in quanto le alte concentrazioni plasmatiche materne di glucosio, acidi grassi e aminoacidi, portano nel feto in via di sviluppo modifiche permanenti nei meccanismi di controllo dell'appetito e, quindi, all'aumento del rischio di obesità in età avanzata(2).

Fonti:

...vedi(1) : Lancet

(Ludwig D.S., Currie J., 2010)

...vedi(2): Am. J. Epidemiology 

(Lawlor D.A., ...., 2006)



- August Laux -

 

 

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